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Cinque nuovi soci nel Clust-ER Health: competenze che allargano la filiera
Il Clust-ER Health continua ad allargare la propria base associativa in modo coerente con la missione del Cluster: far dialogare ricerca, impresa, sanità e società per accelerare innovazione e impatto sul territorio. L’ingresso di Sol et Salus, ABM Onlus, AUSL di Modena, DigitalRehab e KardioVis porta nel network competenze che vanno dalla clinica e dalla riabilitazione tecnologica alla prevenzione e organizzazione dei servizi, fino a soluzioni medtech e al punto di vista (fondamentale) dei pazienti.
Attori diversi per natura e dimensione, ma accomunati da una visione della salute come processo complesso, che richiede integrazione tra cura, prevenzione, innovazione e partecipazione. In questa pluralità il Cluster continua a costruire il proprio valore non come contenitore, ma come infrastruttura di relazioni capace di trasformare competenze in impatto reale per il sistema sanitario e per le persone.

Sol et Salus
Sol et Salus S.p.A. – ospedale privato accreditato a Rimini – entra nel Cluster come polo clinico-riabilitativo ad alta specialità fortemente integrato nell’ecosistema regionale delle Industrie della Salute e del Benessere. Con 140 posti letto e circa 90.000 pazienti l’anno, unisce assistenza, ricerca applicata e formazione avanzata, con un’impostazione orientata alla misurabilità degli outcome e alla personalizzazione dei percorsi di cura.
Un elemento distintivo è il Laboratorio Analisi Movimento e Biomeccanica (LAMB), centro nazionale per gait analysis con elettromiografia dinamica, a supporto sia della chirurgia funzionale neuro-ortopedica (anche mini-invasiva ed eco-guidata) sia di percorsi riabilitativi personalizzati per adulti e bambini (PCI, esiti di ictus/trauma, patologie neuromotorie degenerative ed ereditarie). Le palestre Move Different® e dotazioni robotiche/immersive abilitano, dal 2025, anche follow-up in teleriabilitazione.
Accanto alla dimensione clinica, Sol et Salus porta una forte attenzione ai pazienti minori e ai caregiver, con un modello di supporto educativo, psicologico e sociale costruito in collaborazione con università, scuole, istituzioni locali ed enti del terzo settore. Sul fronte dell’innovazione collabora con atenei e imprese biomedicali per co-sviluppo e validazione di dispositivi, AI e sensorialistica, e dichiara anche un impegno su efficienza energetica e gestione sostenibile dei rifiuti sanitari.

AUSL di Modena
Con l’Azienda USL di Modena entra nel Clust-ER Health un attore chiave della sanità pubblica regionale, con un ruolo strutturale nella tutela della salute e nella risposta ai bisogni sanitari e sociosanitari del territorio. La AUSL organizza strutture e attività garantendo universalità ed equità di accesso, copertura basata sui bisogni (in linea con i LEA) ed economicità delle scelte rispetto alle risorse disponibili.
La visione strategica dichiarata punta a consolidare un sistema capace di offrire servizi appropriati e tempestivi, efficaci e di qualità, orientati al miglioramento continuo e alla soddisfazione dei cittadini. Questo include prevenzione, cura e riabilitazione in connessione con soggetti pubblici e privati del territorio, in una logica di fiducia, cooperazione, ascolto e trasparenza con la società civile.
Un passaggio particolarmente rilevante per l’ecosistema del Cluster è la governance delle attività di ricerca, sviluppo, formazione e innovazione: la AUSL indica uno specifico board aziendale con funzioni di coordinamento e interfaccia, anche con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena e con l’Ospedale di Sassuolo S.p.A. È il tipo di asset che aiuta il Cluster a trasformare progettualità e sperimentazioni in pratiche che “restano” nei servizi.

ABM Onlus
ABM Onlus – Associazione Amici del Bambino Malato – entra nel Cluster portando una dimensione che spesso nei sistemi innovazione rischia di restare “accessoria” solo sulla carta: la qualità della vita dei bambini e delle famiglie come criterio guida. L’associazione nasce nel 2009 su iniziativa dei pediatri Susanna Esposito e Nicola Principi, con l’obiettivo di diventare un riferimento per cittadini, comunità medico-scientifica, istituzioni e realtà del settore che lavorano sul miglioramento continuo della vita dei piccoli colpiti da malattie o a rischio di svilupparle.
Nel tempo ABM ha sostenuto progetti a favore della Clinica De Marchi (Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico), della Clinica Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera di Perugia e della Clinica Pediatrica dell’Ospedale dei Bambini Pietro Barilla (AOU Parma). Dal 2017 ha esteso l’impegno oltre Milano e, dal 2019, ha messo a disposizione della Regione Emilia-Romagna esperienza e rete di donatori fidelizzati.
Il punto è molto concreto: portare tecnologia, strumenti e know-how che possano incidere davvero su diagnosi e cura di neonati, bambini e adolescenti secondo le migliori pratiche. In un Cluster che lavora su filiere e impatto, ABM aggiunge un “sensore” prezioso: quello che misura se l’innovazione è utile anche fuori dai convegni.

DigitalRehab
DigitalRehab entra nel network come realtà focalizzata su salute digitale, tele-riabilitazione e dispositivi medici intelligenti, con un allineamento esplicito alle priorità S3 regionali e all’obiettivo di rafforzare la presa in carico territoriale. Il cuore tecnologico è lo sviluppo di soluzioni med-tech evidence-based, tra cui AuReha, una terapia digitale integrata che combina hardware (maglia sensorizzata) e software (app + piattaforma web) per abilitare percorsi riabilitativi adattativi, misurabili e remoti.
La società sottolinea tre driver: innovazione clinica, esperienza tecnologica e team multidisciplinare, e dichiara la certificazione ISO 13485:2016 per lo sviluppo di dispositivi medici, elemento importante in termini di qualità e compliance regolatoria. Il modello è pensato per abilitare “connected care”, ridurre spostamenti dei pazienti e facilitare il monitoraggio a distanza.
Sul piano operativo, DigitalRehab descrive una struttura con unità R&D dedicata a progettazione e validazione clinica (laboratori hardware per la maglia sensorizzata e software per app/piattaforma), una funzione clinica per studi di efficacia e raccolta dati, un’area per formazione dei professionisti e un reparto commerciale per adozione nei centri sanitari e noleggio ai pazienti, con una base di finanziamenti (es. Smart&Start Invitalia) per consolidare e scalare.

KardioVis
KardioVis è una startup con sede a Bologna che ha sviluppato un dispositivo medico chiamato KV Predict: l’obiettivo è identificare il rischio di scompenso cardiaco con una finestra predittiva di circa 4 settimane. La soluzione è coperta da domanda di brevetto e si avvale della collaborazione del prof. Giuseppe Boriani, direttore della Cardiologia del Policlinico di Modena, come referente scientifico.
Un tratto distintivo, nella descrizione, è il posizionamento rispetto ad alternative come dispositivi impiantabili o sensori wearable (patch): KardioVis punta su una rilevazione rapidissima (meno di 10 secondi), senza training per l’utente e utilizzabile in ambiente domestico, raccogliendo parametri clinici standard che consentono allo specialista di diagnosticare in modo tempestivo il rischio di scompenso. In ottica di filiera, è un esempio chiaro di medtech orientato a prevenzione e continuità assistenziale, con attenzione all’usabilità reale.