ATTIVITÀ DEL CLUST-ER HEALTH

Clust-ER Health si connette per un’Europa competitiva alla SME & Clusters Assembly 2026

Il 3 e 4 novembre Clust-ER Health ha partecipato alla SME & Clusters Assembly 2026 a Dublino, la prima edizione che riunisce la SME Assembly e la European Cluster Conference in un unico evento, sul tema “Connecting for a Competitive Europe”.

Per la prima volta la SME Assembly e la European Cluster Conference, a cui avevamo partecipato anche a Bruxelles nel 2024, si sono unite in un unico evento di punta, organizzato dalla Commissione europea insieme alla Presidenza irlandese del Consiglio dell’UE. Ospitato al Convention Centre Dublin, ha riunito circa 600 imprenditori, decisori politici e rappresentanti dei cluster in 45 sessioni con oltre 100 relatori, insieme a un’area espositiva di 30 stand. Clémence Foltz ha rappresentato Clust-ER Health.

Apertura: un’Europa più semplice per le imprese

Il Ministro irlandese per le Imprese, il Turismo e l’Occupazione Peter Burke ha aperto l’Assemblea chiedendo un’Europa più rapida e più semplice per le imprese. Una piccola impresa può avere una grande idea, un team competente e piani ambiziosi, ha spiegato, ma per crescere ha bisogno anche di finanziamenti, nuovi mercati, tecnologia e dei partner giusti, ed è qui che i cluster fanno la differenza: trasformano le connessioni in collaborazione e aiutano le imprese a raggiungere ciò che da sole non potrebbero. Outi Slotboom, Direttrice per le Catene di approvvigionamento e l’Analisi economica della DG GROW della Commissione europea, ha aggiunto che le politiche non dovrebbero mai essere elaborate in isolamento dalle imprese che ne sono toccate.

Scaling up: far crescere le migliori start-up in Europa

L’Europa produce molte start-up promettenti, ma molte meno diventano protagoniste globali. La sessione sullo scaling up ha cercato di capire perché. L’accesso al capitale è in cima alla lista, ma non è l’unico ostacolo. I relatori hanno indicato anche la mentalità degli innovatori e la mancanza di formazione, e quindi di competenze, in ambito imprenditoriale: spesso i fondatori si concentrano sull’idea a scapito del modello di business. Altri ostacoli sono un mercato unico ancora frammentato in mercati nazionali e una complessità normativa che può bloccare le imprese in settori come quello delle bioscienze e della salute ancora prima che il finanziamento diventi un problema. L’unica rappresentante di un cluster nel panel, Stamatiki Krita di HBio, anch’essa di un cluster della salute, ha sottolineato che in questo settore le principali sfide prima dell’accesso ai finanziamenti sono la validazione clinica e il percorso regolatorio, aspetti molto familiari all’ecosistema delle scienze della vita con cui lavoriamo.

Nuovi strumenti europei come lo Scaleup Europe Fund, il 28° regime ed EU Inc. sono stati presentati come parte della risposta, con l’invito a mantenerli ambiziosi, semplici da utilizzare e aperti a imparare dalle esperienze nazionali. L’obiettivo è aiutare le imprese non solo a nascere in Europa, ma a restare e crescere qui.

Competenze per collaborare oltre i confini

La sessione sulle competenze di gestione dei cluster si è concentrata su ciò che serve per lavorare insieme oltre i confini. Giovanni Emma della DG GROW ha indicato la Cluster Booster Academy della European Cluster Collaboration Platform (ECCP) ed Erasmus+ come strumenti per rafforzare competenze e cooperazione. Thomas Vyzikas ha presentato le opportunità offerte dalle Azioni Marie Skłodowska-Curie (MSCA), tra cui i Doctoral Networks e gli scambi di personale.

Alain Tubiana, già professore all’Université de Strasbourg ed esperto di cluster e networking, ha sottolineato con forza l’importanza della consapevolezza culturale: per costruire relazioni e avviare collaborazioni o partnership commerciali in altre regioni e paesi, bisogna capire che atteggiamenti e aspettative sono diversi, e che questo può creare problemi se non ne siamo consapevoli. La European Railway Clusters Initiative (ERCI), presentata da Veronica Elena Bocci, ha offerto un esempio concreto di lavoro transfrontaliero: una partnership nata dal basso tra 18 cluster di 17 paesi e circa 3.000 aziende, che offre alle PMI consulenza affidabile, competenze tecniche e accesso ai mercati internazionali.

La Schumpeter Lecture: dalla distruzione creativa alla ricostruzione creativa

Alla fine del primo giorno, l’Assemblea si è spostata a Dublin Castle per la Schumpeter Lecture “Innovation in Enterprise”, seguita dal ricevimento della European SME Week. La professoressa Johanna Mair, Direttrice della School of Transnational Governance dell’European University Institute, ha esordito chiedendosi che cosa stiamo davvero celebrando quando definiamo qualcosa innovativo. Novità, potenziale commerciale e capacità di rompere gli schemi dicono ciascuna qualcosa, ha suggerito, ma nessuna dice abbastanza.

La sua risposta è la “ricostruzione creativa”: non un ritorno al passato, ma il lavoro deliberato di rinnovare alcuni assetti, sostituirne altri e costruire capacità che ancora non esistono. All’Europa, ha sostenuto, servono sia un’agency distribuita, che permette a molti attori di sperimentare e prendere iniziativa, sia un’agency collettiva, che permette loro di assumersi responsabilità che nessuno potrebbe portare da solo.

Le sue osservazioni sui cluster sono state particolarmente rilevanti per questa prima edizione congiunta. Un cluster non acquisisce la capacità di agire insieme solo perché i suoi membri condividono un territorio o un elenco di associati: qualcuno deve tradurre la conoscenza in forme utilizzabili dalle imprese, reperire risorse e fare in modo che i membri più piccoli non vengano messi da parte. Il modo in cui un cluster è governato, ha aggiunto, fa parte della sua strategia, non è qualcosa da definire in un secondo momento. Ha proposto quattro condizioni per valutare se il cambiamento funziona (capacità, connessione, voce e cura) e ha invitato i decisori politici a concentrarsi su ciò che le politiche permettono alle imprese di fare. L’obiettivo, in linea con il motto dell’Assemblea, è costruire la capacità di plasmare il cambiamento in modo collaborativo.

Matchmaking e stand condiviso all’EXPO

Come nel 2024, l’Assemblea è stata soprattutto un’occasione di incontro. Abbiamo condiviso uno stand con i colleghi di Clust-ER Meccatronica e Motoristica, Clust-ER Greentech Energia e Sviluppo Sostenibile, Clust-ER Innovate e ART-ER, presentando la rete dei cluster dell’Emilia-Romagna ai visitatori provenienti da tutta Europa e non solo. Il matchmaking dell’ECCP, organizzato tramite la piattaforma B2Match, ha facilitato incontri one-to-one prefissati tra organizzazioni di cluster, un modo per scoprire interessi comuni e porre le basi per nuove partnership transfrontaliere.

Tra lo stand e gli incontri di matchmaking abbiamo rivisto partner che già conosciamo: Council of European BioRegions (CEBR), HBio e bioPmed, e incontrato molte nuove organizzazioni. Dall’Irlanda abbiamo parlato con Cyber Ireland, ATIM Cluster, Connected Health & Wellbeing Cluster e All-Island Cancer Research Institute. Abbiamo incontrato inoltre Minalogic (Francia), Mirbest Cluster (Ungheria), Mobility|Medical goes Additive e.V. (Germania), il Latvian Food Cluster, il Transylvanian Furniture Cluster, la National Cluster Association della Repubblica Ceca, l’Associazione europea delle agenzie di sviluppo (EURADA), Next Generation Canada, l’Organization of Women Entrepreneurs (OFA) e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (UNIDO).

Le conversazioni hanno spaziato dal manifatturiero, all’arredo e alla cybersicurezza, fino a oncologia, IT, salute digitale, chip ASIC e robot chirurgici. Ci siamo confrontati su interessi e strategie comuni, abbiamo esplorato sfide condivise e avviato discussioni su possibili collaborazioni tra i nostri ecosistemi. Questi scambi informali sono ciò che permette di far crescere relazioni di fiducia, e le relazioni di fiducia sono la base di partnership che portano benefici ai nostri soci e all’ecosistema regionale della salute.

Chiusura: dalle politiche all’attuazione

La sessione sulle conclusioni politiche, moderata da Ciara Doherty, ha riunito Anna Athanasopoulou (Commissione europea, Direttrice per la Semplificazione e le Reti), Ross Church (SME Envoy dell’Irlanda) e Sandra Parthie (Comitato economico e sociale europeo). Tutti hanno concordato che la direzione delle politiche europee è nel complesso giusta, ma che le PMI non ne percepiscono ancora gli effetti concreti. Ross Church ha invitato i decisori politici a pensare “prima i più piccoli”, ricordando le microimprese che costituiscono la maggior parte delle imprese europee.

Tre messaggi riassumono l’Assemblea:

  • La semplificazione deve portare risultati concreti alle imprese sul territorio, con azioni a livello europeo, nazionale e regionale. Le priorità indicate dai delegati sono eliminare le norme non più adeguate prima di aggiungerne di nuove e costruire un insieme coerente di regole per le PMI, invece di 27 versioni diverse. La Commissione ha ricordato le sue 12 proposte di semplificazione “omnibus” e l’obiettivo di ridurre del 35% entro il 2029 i costi amministrativi ricorrenti per le PMI, mentre Stati Membri e regioni devono affrontare il “gold plating” delle norme europee.
  • L’accesso a investimenti, mercati e competenze è essenziale, dal finanziamento nelle fasi avanzate all’adozione dell’IA e all’accesso a nuovi mercati. Solo il 17% delle PMI usa l’IA, contro il 55% delle grandi aziende, e il Fondo europeo per la competitività proposto mira a ridurre il rischio degli investimenti e a portare più rapidamente l’innovazione sul mercato.
  • I cluster sono strumenti chiave per la competitività, ma hanno bisogno di un’attenzione politica che vada oltre gli interventi isolati. La produttività dei cluster è stimata superiore del 25% alla media UE, e le PMI nei cluster crescono più velocemente e accedono più facilmente ai finanziamenti: PMI e cluster sono più forti insieme.

I Clust-ER sono finanziati dai Fondi europei della Regione Emilia-Romagna - POR FESR 2021-2027