LABORATORI TERRITORIALI
Laboratorio territoriale Casa Care: cosa è emerso e cosa abbiamo imparato
L’11 dicembre, presso la Casa della Cultura di Calderara di Reno, si è svolto l’evento finale del progetto territoriale Casa Care, realizzato nell’ambito dei Laboratori territoriali per l’innovazione e la sostenibilità delle imprese promossi dalla Regione Emilia-Romagna.

Il progetto, di cui il Clust-ER Health è partner, nasce nel 2024 dalla collaborazione tra Comune di Calderara di Reno, TekneHub dell’Università di Ferrara e AIAS Bologna Onlus, con l’obiettivo di sviluppare un servizio di co-housing temporaneo basato su soluzioni innovative, inclusive e flessibili, pensate per favorire percorsi di empowerment e autonomia abitativa per persone con disabilità motorie o cognitive lievi.
Una progettazione che ha visto in seno diverse anime, ma soprattutto un approccio che lasciasse libertà di adattare le abitazioni di CASA CARE alle necessità dei suoi utenti – in primis, quella di tecnologie assistive innovative, ma anche di socialità.
Di grande valore, in questo ambito, sono stati i focus group realizzati nel corso dei 18 mesi di progetto, che hanno permesso di evidenziare i fabbisogni, più o meno espliciti, su cui basare le attività di sviluppo. Una co-progettazione coinvolgente ed efficace che ha visto diversi incontri con i potenziali utenti finali, gli operatori socio-sanitari e le aziende del territorio, con cui si è fin da subito instaurato un dialogo di fiducia e un proficuo scambio di riflessioni.




Un confronto costruttivo per il territorio
Durante l’evento sono stati presentati i risultati del progetto, seguiti da una tavola rotonda con i partner coinvolti: Comune di Calderara e Regione Emilia-Romagna dal lato istituzionale e TekneHub, AIAS Bologna Onlus e Studio Rimondi dal punto di vista tecnico e operativo, responsabili della progettazione e realizzazione degli spazi.
L’incontro ha rappresentato un’occasione preziosa di confronto tra istituzioni, partner e realtà del territorio, permettendo di mettere in luce criticità, opportunità e potenzialità di replicabilità del progetto.
Unanime è stata la consapevolezza che le soluzioni progettuali e tecnologiche adottate in questo contesto rendano Casa Care un vero e proprio laboratorio sperimentale, capace di offrire esperienze concrete sia agli utenti con disabilità sia alle famiglie interessate a modelli abitativi inclusivi, ma anche aziende e comunità locali, confermando il valore delle soluzioni adottate e la possibilità di trasferirle anche in contesti abitativi privati.
Gli spazi di CASA CARE possono ambire infatti ad essere non solo un luogo di allenamento all’autonomia per l’utenza finale, ovvero le persone disabili che vorranno provare questa esperienza al di fuori del nucleo familiare, ma potrà essere visto anche come caso studio e buona pratica in ottica di progettazione urbana ed edile funzionale, inclusiva e flessibile per il futuro. È infatti emerso l’interesse delle aziende nel vedere progetti come questo come aree di investimento attive e promettenti, dimostrando come l’innovazione sociale possa dialogare con il tessuto imprenditoriale locale.
Ora lo sguardo è rivolto al prossimo passo: l’inaugurazione dello spazio, prevista per la primavera. Un traguardo importante per un progetto che mette al centro le persone e l’innovazione sociale, con l’obiettivo di contribuire a trasformare progressivamente il panorama dell’autonomia abitativa sul territorio.