Silicon Valley: il Clust-ER Health partecipa al Corporate Immersion Program

La Regione Emilia-Romagna, attraverso il presidio in Silicon Valley e i programmi formativi a favore degli imprenditori emiliano-romagnoli, sostiene le imprese verso questo modello, incentiva l’apertura del sistema produttivo locale verso gli ecosistemi più innovativi e promuove politiche per l’attrazione degli investimenti.

Sauro Vicini e Marta Gaia Zanchi

Una full immersion nella valle dell’innovazione e dell’accelerazione imprenditoriale per antonomasia che ha permesso di comprendere e di fare proprio il know how con cui supportare le imprese nell’internazionalizzazione verso la Silicon Valley, consolidando il loro sviluppo in un contesto che ha come esempio il modello duale utilizzato dalla quasi totalità degli imprenditori italiani negli Stati Uniti e in particolare nel contesto della Bay Area.

Da Galvanize, un campus di 5 piani che ospita creatori, innovatori e studenti e uno spazio di co-working e che offre servizi di accelerazione per le imprese e corsi di formazione tecnica sul data science, marketing digitale e software engineering, è partito ufficialmente il Corporate Immersion Program in Silicon Valley della delegazione, con l’obiettivo principale di conoscere e approfondire i modelli di open innovation corporate in Silicon Valley.

Nei primi giorni, in attesa dell’arrivo di tutta la delegazione dei partecipanti, il manager del Clust-ER Health Sauro Vicini ha incontrato Marta Gaia Zanchi, professoressa, direttrice e fondatrice del corso di Biodesign for Digital Health dell’Università di Stanford, un’ italiana che ha lavorato per tanti anni negli US ma è di ritorno in Europa come venture capital dopo aver fondato startup di successo del settore Health.

A seguire, la illuminante partecipazione a Plug & Play, dove 30 startup del settore Health, selezionate tra 850 candidate, si sono presentate al Batch 8 Program Selection Day per vincere l’accesso al programma di incubazione.

Non potevano mancare certo le visite ad Accenture, che grazie ad un programma di Innovazione aperta per l’Intelligenza Artificiale facilita le partnership e le attività di sviluppo del business tra Accenture e le principali aziende tecnologiche di AI, e a Silicon Foundry, una piattaforma di consulenza per l’innovazione che collabora con aziende leader mondiali selezionate e che rappresenta anche una risorsa per l’intera comunità di startup e investitori, dove si creano collegamenti tra aziende, startup, investitori e influencer offrendo percorsi su misura: il modello della Silicon Valley non è esportabile ma, dicono, è utilissimo per il mindset e per capire dove va il mondo.

Tappa importantissima anche quella alle Università di Stanford e Berkeley, il motore di tutto l’ecosistema, ormai note per lo sviluppo di un approccio riconosciuto a livello internazionale per insegnare l’imprenditorialità tecnologica agli studenti universitari, l’innovazione ai dottori di ricerca, studenti, professionisti e dirigenti e per il design di innovazione in settori verticali come meccanica, robotica, medicale e food.

Fra i modelli da prendere come esempio in Silicon Valley vi sono certamente i JLABS di Johnson & Johnson, forse l’esempio evoluto di un tecnopolo in area health. Molto interessanti anche gli incontri con Stefano Volonté di Genentech e Daniele Cocco di SLAC National Accelerator Laboratory.” (Sauro Vicini)

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