TechCare Expo 2026, a Rimini il futuro della sanità passa da digitale e collaborazione

RIMINI – Innovazione tecnologica, inclusione e nuovi modelli di cura. Sono questi i temi che hanno attraversato TechCare Expo 2026, il salone dedicato alla salute e all’autonomia che si è svolto il 26 e 27 marzo a Rimini Fiera, richiamando imprese, istituzioni e professionisti da tutta Italia e non solo.

Due giornate di confronto serrato in cui la trasformazione digitale della sanità è stata analizzata non solo come leva tecnologica, ma come processo culturale e organizzativo capace di incidere concretamente sulla qualità della vita delle persone. E dove come Clust-ER Health abbiamo voluto portare le iniziative e i progetti che portiamo avanti, e dar rilevanza alle imprese dell’ecosistema dando spazio ad aziende come Niverbec e DataRiver.

Dall’Europa all’Italia: modelli a confronto

La prima giornata si è aperta con uno sguardo internazionale grazie al workshop “Digital Care Pathways: European and Ukrainian Success Stories from Rehabilitation to Health System Digitalisation”, che ha chiuso i lavori dei Deep Dive Days del progetto Clusters4Health. Un confronto finale non solo interessante ma anche molto apprezzato, dove sono state messe a confronto le esperienze europee e le esperienze ucraine di digitalizzazione della cura e della riabilitazione dei pazienti. In entrambi i casi, ne emergono come sfide condivise, al centro delle quali risulta imprescindibile la necessità di integrare competenze, tecnologie e modelli organizzativi per rendere i sistemi sanitari più resilienti ed efficaci.

Tra i panalist del workshop, moderato da Enrica Lombardo (Clust-ER Health): Olga Maistrenko (Rivne Regional Clinical Hospital), Chiara Rambelli (Sol et Salus S.p.A. Hospital), Valeria Marichereda (Royal Education World – Odessa National Medical University), Natalya Gorochova (National Social Policy Initiatives, Ukraine), Filippo Giliberti (Villabella – Institute for Complex Care)

Il nodo centrale: una sanità davvero “human-centered”

Nella seconda giornata il dibattito entra nel vivo di ulteriori quesiti, altrettanto importanti: come evitare che la digitalizzazione resti un processo tecnico e farla diventare invece uno strumento realmente al servizio delle persone? 

È questo il fulcro del workshop “Human-centered Digital Care: Terzo settore, Ricerca e Imprese insieme per innovare la cura”. Dal confronto tra ricerca, imprese e terzo settore emergono alcune direttrici chiare: 

👉 Tecnologie per le persone: progettare soluzioni digitali realmente centrate sui bisogni degli utenti, in particolare dei più fragili

👉Accessibilità fisica e digitale: un prerequisito imprescindibile per garantire equità nei servizi di cura

Accanto a questi temi, si impone la necessità di ripensare i modelli organizzativi della sanità, sfruttando il potenziale del digitale per innovare i servizi. Ma senza dimenticare un elemento cruciale: la sostenibilità, ovvero la capacità di rendere le soluzioni scalabili e durature nel tempo.

La tavola rotonda, moderata da Paola Bello (Clust-ER Health) e introdotta da Massimiliano Malavasi (AIAS Bologna Onlus) ha coinvolto: Mirko Orsini (DataRiver e Value Chain SalusTech), Luca Arcangeli, (Clust-ER Innovate), Italo Pasotti e Filippo Ferrari (Niverbec), Silvia Fantozzi (CIRI Scienze della Vita – Università di Bologna), Susanna Esposito (Università degli Studi di Parma e Associazione Amici del Bambino Malato)

Oltre la tecnologia: il valore delle relazioni

Dal dibattito emerge con forza un punto condiviso: la tecnologia da sola non basta. A fare la differenza è la capacità di costruire connessioni tra i diversi attori del sistema – ricerca, industria, sanità e associazioni di pazienti.

In questa prospettiva, progetti europei come AMBITIOUS vengono indicati come esempi concreti di collaborazione multi-settoriale, in grado di affrontare in modo integrato le sfide della digitalizzazione in ambito sanitario.

Non meno rilevante il richiamo al ruolo dei caregiver e alla necessità di valutare l’impatto reale delle soluzioni digitali nei percorsi di cura, andando oltre l’innovazione fine a sé stessa.

Ridurre le distanze

È proprio questo il messaggio che sintetizza le due giornate di TechCare Expo 2026: ridurre le distanze. Tra bisogni e soluzioni, tra innovazione e accessibilità, ma anche tra i soggetti che operano nel sistema salute.

A chiudere l’evento, la premiazione dei project work del corso di alta formazione DIGICARE di Bologna, segnale di un investimento sempre più necessario sulle competenze per accompagnare la trasformazione in atto.

TechCare Expo 2026 si chiude così con una consapevolezza rafforzata: il futuro della sanità non passa solo dal digitale, ma dalla capacità di metterlo davvero al servizio delle persone.

I Clust-ER sono finanziati dai Fondi europei della Regione Emilia-Romagna - POR FESR 2021-2027